Analisi del Mercato Turistico Mare Italia

Il mercato turistico Mare Italia nell’estate 2019 è stato penalizzato dal troppo ottimismo degli operatori turistici che, rinfrancati da una stabilizzazione del flusso riscontrata negli ultimi 2 anni, hanno tutti rivisto verso l’alto le tariffe. Questa scelta ha penalizzato chi aveva già prezzi vicini alla soglia di spesa massima e che ha visto calare l’occupazione delle camere di un buon 30%. E’ andata un po meglio a chi, invece, ha contenuto gli aumenti correggendo solo le tariffe in alcuni periodi ma restando nella soglia di spesa delle famiglie. A dimostrazione di quanto sopra, possiamo affermare che, chi ha mantenuto le tariffe invariate, ha notevolmente incrementato le prenotazioni, ottimizzando i margini con una maggiore economia di scala, il che ha permesso di spalmare i costi su di un numero maggiore di presenze.

I dati dimostrano che la vacanza estiva, per quanto non rientri nei bisogni cosiddetti primari, ha conquistato nel tempo un’importanza talmente elevata nella gamma dei bisogni, che è diventato difficile rinunciarvi.

Il flusso turistico interno si muove principalmente nel periodo delle vacanze estive, dove il mare è in assoluto la principale meta di destinazione e le famiglie rappresentano in assoluto la maggioranza della clientela. I nuclei familiari che prediligono le vacanze al mare si rivolgono principalmente ai villaggi turistici che offrono pacchetti vacanza settimanali con formula di all inclusive e bambini gratis; mentre i giovani e le coppie preferiscono rivolgersi al mercato dei B&B o degli hotel classici, dove possono usufruire di soggiorni brevi e frammentare le proprie vacanze in più periodi.

Dati statistici alla mano, cresce e rappresenta quasi una domanda a sè stante, quella dei proprietari di animali domestici e cani in particolare, che cercano sempre più strutture idonee ad ospitare gli animali offrendo loro dei servizi specifici, quasi alla pari degli ospiti proprietari.  

Il budget per la famiglia con uno o due bambini (entro gli 13 anni) è di 900,00 € (+22%) per vacanze nel mese di giugno e nei primi 10 giorni di settembre. Vedono invece aumentare, rispetto agli anni precedenti, la propria capacità di spesa, da 1000,00 € a 1300,00 € (+30%) i nuclei familiari che vanno in vacanza nel mese di luglio, mentre salgono da 1300,00 € a 1560,00 € (+20%) la disponibilità per le ferie di agosto.

La fascia a reddito medio alto, per quanto si sia assottigliata, predilige le strutture 4 stelle con costi sostenuti, ma che offrano una qualità dei servizi altrettanto elevata. Questa fascia di clientela non ha particolari difficoltà a prenotare, avendo a disposizione un budget adeguato e seleziona attentamente sia la location che la struttura. La fascia media, invece, che rappresentava la parte più consistente della clientela italiana, si è ridotta in modo considerevole, sia come percentuale numerica che come capacità di spesa, facendo così emergere una nuova fascia, a reddito molto basso, che cerca prezzi bassissimi e non sempre, però, si accontenta di avere un servizio giustamente rapportato al prezzo pagato, innescando spesso lamentele e creando difficoltà alla struttura ospitante.

Si tratta, appunto, di quella fascia di clientela che non è disposta a rinunciare alla vacanza, che aveva oramai acquisito come esigenza quasi primaria e come status sociale, ma che non ha più il budget sufficiente a soddisfare le proprie aspettative. Questo comporta una spasmodica ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo, una richiesta infinita di preventivi e di sconti, fino a trovare la struttura disposta ad uniformarsi al budget del cliente.

Dallo studio emerge infatti un incremento del 30% delle ricerche, con una media di 5 preventivi, per famiglia con bimbi fino a 11 anni e un incremento del 50% delle ricerche, con una media di 7 preventivi, per famiglia con ragazzi tra i 12 e i 16 anni. Le destinazioni che corrispondono meglio al budget sono la Calabria, il Gargano in Puglia e la Sardegna, mentre si conferma il dato riguardante i siciliani che preferiscono restare nella propria regione, frazionando la vacanza in più week end. Regioni come la Calabria, invece, che hanno un’offerta ricettiva medio alta con i prezzi tra i più bassi del sud Italia, sono comunque penalizzate dalla difficoltà di collegamento e/o dal costo elevato del trasporto, dalla carenza di collegamenti, sia aerei che ferroviari, pertanto si limitano a raccogliere clientela dalle regioni limitrofe e restano escluse dai grandi bacini del nord Italia.

Fonte dati: Vmvacanze.it sulla base di 250000 utenti regolarmente registrati al sito.

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